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Bartoletti apre un varco nel tempo fatto di volti, gesti e attese
Ci sono libri che si aprono come un varco nel tempo. Li sfogli e senti l'odore dell'erba bagnata, il rimbombo di un pallone calciato contro un muro, il fruscio delle bandiere in una sera d'estate. La storia del calcio azzurro in 50 ritratti di Marino Bartoletti (Gallucci) non è solo un libro: è un album di respiri, di urla, di silenzi sospesi prima di un rigore. È la memoria collettiva di un popolo che ha imparato a riconoscersi in una maglia.
Bartoletti non compila una lista, non mette in fila date e trofei. Traccia un mosaico fatto di volti, gesti, attese. Cinquanta storie che sono cinquanta luci accese nella stessa notte. Alcune brillano ancora forti: Meazza che si sistema il ciuffo prima di calciare, Rivera che vede spazi dove gli altri vedono ostacoli, Paolo Rossi che in Spagna '82 riscrive il destino di un Paese intero. Altre hanno la dolcezza di un ricordo segreto: il giovane Buffon che gioca come se il tempo fosse elastico, Tardelli che urla il suo gol come un manifesto di libertà, Facchetti che resta cavaliere anche quando il calcio perde il suo onore.






