Marah Abu Zuhri era una studentessa di 20 anni che aveva interrotto il percorso di studi a causa della guerra a Gaza. Era arrivata il 14 agosto con un volo sanitario che da Elat (Israele) l’aveva portata in Italia perché fosse curata. Quando era sbarcata all’aeroporto Galilei di Pisa, avvolta in una coperta termica, col volto scavato, aveva colpito i soccorritori per la «composta dignità».