Il viaggio della speranza ha avuto l'epilogo più triste in meno di 24 ore per una 20enne palestinese evacuata in Italia da Gaza con gravi conseguenze causate da denutrizione.
Marah Abu Zuhri non ce l'ha fatta. Troppo esteso il suo deperimento organico e le complicanze cliniche derivate.
La ventenne è praticamente morta per fame nel giorno di Ferragosto, ricoverata in un ospedale italiano, il policlinico Cisanello di Pisa. L'ennesima vittima di un conflitto che non risparmia i civili e i più deboli. È arrivata, nella notte tra mercoledì e giovedì scorsi, all'aeroporto militare sbarcando da un C-130 della 46/a Brigata aerea nell'ambito di un'operazione di evacuazione sanitaria da Eilat disposta dal governo italiano per curare in Italia 31 malati, fra cui numerosi bambini. Marah sembrava lei stessa una bambina, pur avendo 20 anni, giovane adulta.
Il corpo infagottato in una coperta termica, il viso scavato, i piedi ormai minuscoli. Era accompagnata dalla madre che davanti al personale militare e sanitario ha ostentato una composta dignità, colta anche dagli obiettivi dei fotoreporter. La giovane, ha ricordato oggi esprimendo "profondo cordoglio per la sua morte" l'Azienda ospedaliero universitaria pisana (Aoup), era stata "ricoverata nell'unità operativa di Ematologia", "era arrivata in Italia dalla Striscia di Gaza con un quadro clinico molto compromesso e uno stato di profondo deperimento organico". Ieri, Ferragosto, ha proseguito l'Aoup, "dopo avere eseguito i primi accertamenti necessari e iniziato una terapia di supporto, si è verificata un'improvvisa crisi respiratoria con successivo arresto cardiaco che, purtroppo, ha portato al decesso della giovane: l'azienda ha comunicato il tragico evento alla prefettura, che ha prontamente attivato le procedure necessarie per i successivi adempimenti di competenza".











