BELLUNO - C’è un altro ricorso al Tribunale amministrativo regionale del Lazio, contro l’occupazione d’urgenza dei terreni, per la costruzione della nuova cabinovia di Cortina d’Ampezzo. L’impianto collegherà il centro del paese con l’area sciistica di Socrepes, alle pendici della Tofana, con una stazione intermedia a Mortisa.
Il ricorso è firmato da venticinque residenti e proprietari di abitazioni vicine alla linea della cabinovia, assistiti dallo studio legale Michielan.
«La nostra azione non è un no ideologico, ma un sì alla legalità, alla sicurezza e alla tutela di Cortina e di chi ci abita. Continueremo a far valere ogni argomento tecnico e giuridico, perché siano rispettati la legge e il territorio», sostengono i firmatari. L’udienza cautelare è stata fissata per mercoledì 27 agosto. Alla fine del mese di giugno il Tar Lazio aveva già rigettato due ricorsi, contro la costruzione di quel nuovo impianto di risalita, pertanto l’iter della nuova cabinovia è andato avanti e poco dopo sono iniziati i lavori.
Sono ben visibili gli sbancamenti per la stazione a monte, nei prati sopra l’abitato di Lacedel; sono state posizionate trivelle per i micropali, nel piazzale di Revis; a Mortisa si sta sondando il terreno. A giugno i giudici amministrativi decisero: “Ritenuta l’opportunità, in ragione della natura strategica dell’opera, di rigettare la domanda cautelare proposta”. Allora il Tar rigettò anche il ricorso della famiglia Curtolo, contro l’esproprio di un immobile, nella zona in cui sorgerà la partenza della cabinovia.






