PONTE NELLE ALPI (BELLUNO) - Per il candidato unitario del centrosinistra a presidente della Regione Veneto, Giovanni Manildo, ieri (10 agosto) a Pus sul Nevegal ospite della Festa de l'Unità, non è stata la prima volta a Belluno e non sarà l'ultima. Ancora prima di una sua presenza, sempre in Nevegal, di alcuni anni fa, l'alpino Manildo ha trascorso parte del suo servizio militare alla caserma Salsa: era il 1996. E in provincia tornerà anche a breve: i venerdì 22 agosto sarà a fianco del Pd bellunese nei luoghi dove il Consorzio Brenta vorrebbe costruire la diga del Vanoi. «Per dire un no convinto a questo progetto. A Zaia rimprovero che in questi anni, pur di cavalcare la popolarità, ha evitato di prendere decisioni impopolari. Ma quando si ricopre un ruolo politico vuol dire avere il potere di prendere delle decisioni e la responsabilità di farlo».
Manildo è arrivato a Pus per il pranzo, ma al mattino aveva incontrato la segreteria provinciale del Pd guidata da Alessandro Del Bianco che gli ha presentato i cinque candidati e candidate bellunesi per le prossime elezioni regionali che però saranno ufficializzati dopo Ferragosto e gli ha illustrato il lavoro realizzato sul territorio in questi anni e le prossime sfide, a partire da quella sulle politiche dell'abitare con tante case Ater vuote e da sistemare per attrarre e trattenere la gente: un vero progetto contro lo spopolamento in provincia di Belluno. «Non posso rivelare i nomi dei candidati, ma sono soddisfatto del contributo che darà il Pd di Belluno per le regionali, perché sono persone che porteranno energia e competenze e saranno in grado di rappresentare bene tutto il territorio. Una squadra ha più volte insistito che farà sintesi delle idee di tutti e che su questo baserà la propria forza, perché saremo uniti. Vogliamo superare il modello dell'uomo da solo, di uno sopra tutti. Un paradigma che da anni la Regione declina anche in altri ambiti. Un esempio? La sanità. Nessuno nega che qui abbiamo medici e centri di eccellenza, ma quello che vogliamo è una sanità pubblica e gratuita per tutti. Mentre altri, fra questi Flavio Tosi (Forza Italia), ha dichiarato apertamente di voler portare in Veneto il modello lombardo, con sempre maggiore spazio concesso alla sanità privata».






