PADOVA/VENEZIA - «Un federatore capace di unire, una personalità che può e sa parlare al Veneto». Così Andrea Martella, segretario regionale del Partito Democratico, ha presentato ieri sera (20 giugno) alla direzione regionale del partito convocata a Padova, Giovanni Manildo, l'ex sindaco di Treviso individuato come possibile candidato governatore per il centrosinistra in Veneto. Ai componenti della direzione - 60 presenti su 77 aventi diritto - Martella ha chiesto il mandato per portare Manildo al tavolo della coalizione di cui, oltre al Pd, fanno parte Alleanza Verdi Sinistra (cioè Europa Verde e Sinistra Italiana), Movimento 5 Stelle, Veneto che Vogliamo, Il Veneto Vale, +Europa, Volt Europa, Partito Socialista Italiano, Movimento Socialista Liberale. Quanto a Italia Viva di Matteo Renzi e Azione di Carlo Calenda, si vedrà. Con loro, ha detto Martella, «c'è un rapporto aperto e costruttivo». Obiettivo: chiudere la partita e iniziare la campagna elettorale. Mantenendo, però, l'unità della coalizione.

Aprendo la riunione della direzione regionale del Partito Democratico veneto, Martella ha voluto ripercorrere tutte le tappe di un processo che ha interessato anche la coalizione, sin dai tavoli programmatici. Con un invito: decidere il prima possibile, considerato anche cosa sta succedendo nel centrodestra. Martella ha ribadito che la priorità è «l'unità della coalizione», quel «campo largo» necessario non solo per incidere in Veneto, ma anche per favorire l'alleanza a livello nazionale. Dunque: «Testardamente unitari», avere come obiettivo una «coalizione ampia». «La volontà - ha detto - è tenere unita una coalizione che alle scorse Europee ha ottenuto il 37% e che potrebbe allargarsi». Non sono mancati attacchi sul terzo mandato e sul tentativo di far slittare le elezioni: «Il ciclo del centrodestra è concluso, il Veneto è bloccato dalle liti tra Lega e Fratelli d'Italia».