"Mia figlia è invalida al 100%, ha disturbi accertati e un'alta pericolosità sociale: può fare male a sé stessa e agli altri.
Ma per ora, per la legge italiana, è libera di fare ciò che vuole": è la denuncia che ormai ripete da giorni la madre di una giovane di 20 anni di Terni, nota alle forze dell'ordine e alla giustizia, che nei giorni scorsi si era allontanata dalla Comunità Incontro di Amelia facendo perdere le proprie tracce per tre giorni.
Una condizione che - spiega sempre la donna - è legata alla mancanza di un posto nelle residenze per l'esecuzione delle misure di sicurezza, le Rems.
Per questo la madre negli ultimi giorni ha più volte denunciato con i media la condizione della figlia.
"Due mesi fa - spiega la madre della ventenne - il tribunale di Sorveglianza di Spoleto ha emesso un 'obbligo di Rems' ma i posti femminili in questo tipo di strutture sono cento in tutta Italia. Finché non ci sarà un posto disponibile per lei, possiamo anche crepare. Da quando è stata ritrovata, non ho fatto altro che correre dietro a mia figlia continuando a scongiurare il peggio. Per ovvi motivi, non è in grado di capire la gravità della sua salute".







