Al Bano ha qualche ricordo che la lega a Pippo Baudo?

«Uno solo? Sono 62 anni di ricordi. Pippo è l’uomo che ha il rosario della mia esistenza», risponde il cantante da Senise, in Basilicata, dove è in queste ore per festeggiare il compleanno di Mogol («con cui stiamo preparando qualcosina, di cui si parlerà molto», annuncia in anteprima).

Allora, il ricordo più bello?

«Sicuramente la prima volta in cui ci siamo incontrati, quando lui presentava “Settevoci”. È stata la mia prima volta in televisione. Lui conduceva. E, dal primo istante, ho capito immediatamente che, oltre a un grande presentatore, era una grande anima».

Al Bano Carrisi ricorda Pippo Baudo, il re della tv italiana, scomparso il 16 agosto all’età di 89 anni. Più che un padrino per lui. Più che un mentore. Racconta i tanti momenti trascorsi in sua compagnia: delle tante volte in cui il suo nome è stato annunciato sui palchi più diversi. A partire, appunto, dalla fine degli anni Sessanta con "Settevoci", varietà televisivo che andava in onda sulla Rai la domenica pomeriggio. E poi, immancabile, sul palco dell’Ariston, al festival della canzone italiana. «Ho anche diversi ricordi di Sanremo - continua -. Per esempio, quando arrivò la notizia della morte di Claudio Villa, poco prima della performance mia e di Romina con “Nostalgia canaglia”. Io gli dissi: “Pippo, non puoi farci cantare e poi dare l’annuncio?” Lui scosse la testa: diede la notizia e solo dopo noi abbiamo cantato il nostro brano. È stato un momento molto emozionante, perché ho ripassato anche i momenti con Villa, tra palchi e canzoni».