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17 AGOSTO 2025
Ultimo aggiornamento: 15:03
Non si fermano le proteste in Serbia. A nove mesi dalla morte di 16 persone nel crollo di una tettoia esterna alla stazione ferroviaria di Novi Sad (14 morti), la rabbia non accenna a placarsi. Almeno 18 persone sono state arrestate la notte scorsa per le manifestazioni a Belgrado e in altre città del Paese contro il governo. I reparti di polizia in assetto antisommossa, come nei giorni scorsi, sono intervenuti in forze. “La maggior parte degli incidenti e disturbi dell’ordine pubblico è stata registrata a Valjevo, Belgrado y Novi Sad” si legge in una nota del ministero dell’Interno. In particolare, ha riferito il ministro Ivica Dacic, “a Valjevo sono state danneggiate e incendiate le sedi del Partito progressista serbo” al governo, “fortunatamente all’interno non c’era nessuno. Tutti quello che hanno violato la legge saranno puniti”.
Da settimane l’opposizione scende in piazza in tutta la Serbia chiedendo il voto anticipato dopo che Djuro Macut è stato nominato ad aprile premier al posto di Milos Vucevic, il cui governo era caduto in seguito alle proteste per il crollo di una tettoria alla stazione di Novi Sad, costato la vita a 16 persone, ed imputato alla corruzione nell’esecutivo. Alla base dei disordini anche la protesta contro quello che viene ritenuto l’uso eccessivo della forza da parte della polizia nelle manifestazioni dei giorni scorsi, segnate dal ferimento di decine di agenti e da numerosi arresti.













