Alta tensione in serata a Belgrado e altre città della Serbia, dove il movimento degli studenti in agitazione ha inscenato in contemporanea nuove, massicce proteste antigovernative, con violenze e incidenti di piazza che hanno causato il ferimento di numerosi poliziotti.
Il ministro dell'interno Ivica Dacic, stigmatizzando il comportamento violento e aggressivo dei manifestanti, ha parlato di almeno 15 agenti feriti, alcuni in condizioni serie.
Nella capitale Belgrado, a Novi Sad, Cacak, Kraljevo e altre località i dimostranti hanno attaccato le forze di polizia bersangliandole con fitti lanci di sassi, bottiglie, uova, sacchetti di spazzatura e altri oggetti. Gli agenti, ha detto Dacic, sono intervenuti in molti casi a difesa di sedi del partito di governo Sns assediate dai dimostranti, e a difesa delle quali si sono schierati miltanti del partito, aggrediti a loro volta da gruppi di facinorosi. Tentativi di irruzione nelle sedi di partito sono stati respinti dalla polizia intervenuta in assetto antisommosa, con cordoni a separare le opposte fazioni.
A Belgrado un corteo di studenti ha raggiunto il Parco Pionirski, difronte al parlamento, dove dallo scorso marzo sono accampati gruppi di studenti contrari al movimento di protesta e che chiedono da tempo di poter tornare nelle facoltà universitarie occupate e riprendere i regolari corsi di studio.













