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Nuova edizione per il bestseller del 1975 Con un diario inedito datato 1967 che rivela la vera storia del capolavoro e i Il contesto era il dibattito sull’aborto (che oggi sarebbe impossibile)
Lettera a un bambino mai nato di Oriana Fallaci uscì nel settembre del 1975. Fu un grande successo, e lo è tuttora, essendo entrato nel club esclusivo dei longseller. La tiratura iniziale contava 80mila volumi. Nel giro di pochi mesi arrivò a 400mila. Oggi le copie vendute hanno superato il milione. La Fallaci teneva a tutti i suoi libri e lottava perché fossero perfetti. Lettera a un bambino mai nato però occupa un posto speciale. La copertina senza immagini, ad esempio, è sua, come la scelta del lettering essenziale e la cornice doppia, rossa e nera.
Dal punto di vista filologico, è importante l'edizione del 1993 perché contiene una variante minima ma decisiva: cambia il finale del libro. Prima edizione: "Tu sei morto. Forse muoio anch'io. Ma non conta. Perché la vita non muore". Edizione del 1993: "Tu sei morto. Ora muoio anch'io. Ma non conta. Perché la vita non muore". Insomma, nella seconda e ultima versione muoiono sia il feto sia la madre. Come mai un cambiamento così radicale? In realtà, quel "forse" fu inserito da Alekos Panagulis, il compagno della Fallaci, per lasciare un filo di speranza al lettore. La Fallaci non era d'accordo ma per amore decise di cedere. Fino al 1993. Panagulis, inoltre, cercò inutilmente di convincere Oriana a trasformare il romanzo in un poema in versi (vedi box nella pagina accanto). La Fallaci però fu inflessibile su questo punto. Era prosa. Rimaneva prosa.






