VENEZIA - In missione per conto di Francesco? Luca Casarini sorride: «Diciamo che questa nuova nave è un dono dal cielo». Sta dicendo che il compianto Papa Bergoglio vi ha sostenuto anche economicamente per acquistare “Mediterranea”, 54 metri di lunghezza per 12 di larghezza, 1.050 tonnellate di stazza lorda, 2 motori per oltre 1.600 kilowatt? L’ex leader delle Tute Bianche e dei No global del Nordest ricorda il compianto Pontefice: «Quando gli si chiedeva un aiuto per cose concrete, era il primo a mobilitarsi. Non era ancora gravemente malato quando gli abbiamo mostrato le foto della nuova nave. Era contentissimo. Diceva: bisogna fare di più». Poi, con chiaro riferimento al Governo di Giorgia Meloni, Casarini ritrova il piglio di quand’era Disobbediente: «Non si può dire di essere cristiani e poi fermare le navi da soccorso. E allora diciamo che di fronte al male bisogna raddoppiare il bene». E un raddoppio effettivamente c’è stato: da ieri l’associazione di promozione sociale Mediterranea non ha più solo il rimorchiatore Mare Jonio, ma anche una nave. Mediterranea, appunto. Già in acqua, diretta a pattugliare la zona Sar libica. Con un imperativo: “Chiunque si trovi in mare va soccorso”.