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Pippo Baudo, leader indiscusso della tivù nazional-popolare e volto storico della Rai e del Festival di Sanremo, è morto oggi all'età di 89 anni

Super Pippo non è più tra noi. Giuseppe Raimondo Vittorio Baudo, il conduttore più nazional-popolare della tivù italiana, colui che per decenni è stato il volto del Festival di Sanremo, ci ha lasciati per sempre. Il conduttore si è spento serenamente - a quanto si apprende - in ospedale, al Campus Biomedico di Roma, circondato dagli affetti delle persone più care e con il conforto dei sacramenti

“Sono nato in campagna e ho vissuto la mia adolescenza in campagna. I miei erano figli di famiglie povere numerosissime e così hanno deciso che io dovevo essere figlio unico”, raccontava Pippo Baudo parlando della sua infanzia trascorsa nel suo paese natìo, Militello in Val di Catania, insieme al padre avvocato e alla madre casalinga che, inizialmente, osteggiavano la sua passione per il mondo dello spettacolo. "Esibirsi era uno scandalo, poteva voler dire rovinare la reputazione della famiglia”, diceva il presentatore che, invece, iniziò da giovanissimo. “Sono salito sul palcoscenico quando avevo 6 anni, facevo il figlio di santa Rita da Cascia. A 12 anni facevo il tapeur, suonavo il pianoforte fra il primo e il secondo atto”, rivelò il Pippo nazionale. A 14 anni si trasferisce con la famiglia a Catania dove si diploma al liceo classico e, poi, consegue la laurea in giurisprudenza ma non eserciterà mai la professione di avvocato. La prima comparsata tivù risale alla fine degli anni ’50 come pianista e cantante nell’orchestra Moonlight per il programma La Caravella dei successi in onda da Palermo.