TREVISO - Frena la crescita di posti di lavoro e calano le assunzioni, ma il saldo occupazionale rimane positivo. Tra gennaio e luglio, in provincia di Treviso, sono stati stipulati 47.340 nuovi contratti di lavoro dipendente, in diminuzione rispetto al medesimo periodo del recente passato: 443 in meno del 2024 e 1.355 in meno sul 2023. Nel solo mese di luglio, gli ingressi sul mercato dei lavoratori si sono ridotti del 6,3%, passando dai 6.378 dell'anno scorso ai 5.976 dell'ultima rilevazione. Una flessione dovuta anche al peso dell'incertezza del contesto internazionale e alle difficoltà di reperimento di nuovo personale da parte delle aziende, spiegano da Veneto Lavoro, a margine del periodico monitoraggio delle dinamiche occupazionali locali.

Il bilancio tra assunzioni e cessazioni rimane comunque in attivo: più 2mila unità dopo i primi sette mesi. Anche in questo caso, tuttavia, emerge un netto rallentamento nel confronto con gli anni precedenti: circa un migliaio di nuove posizioni lavorative create in meno rispetto a quanto registrato a inizio estate 2024 (quando il surplus ammontava a 3.077 profili), quasi duemila in meno rispetto a due anni fa. Sul risultato, però, incidono anche le ricorrenze dei contratti stagionali tipiche di questo periodo dell'anno. Magra consolazione: la Marca è in buona compagnia a livello regionale. A luglio la domanda di lavoro è in diminuzione quasi ovunque (la peggiore è Belluno con un meno 16,1% su base annua), tranne a Venezia, dove le assunzioni crescono di poco più di due punti percentuali. La media veneta si attesta sul meno 6,1%. Così come pure l'andamento dei saldi è sostanzialmente omogeneo tra le sette province venete: il dato si mantiene in territorio positivo, ancorchè calante. Unica eccezione: l'area di Vicenza, nella quale il differenziale tra entrate e uscite dal mercato del lavoro si conferma sostanzialmente stabile.