VENEZIA - Se paragoniamo il luglio del 2024 con quello di quest'anno, tra tutte le 7 province solo il Veneziano registra un aumento delle assunzioni a fronte di un territorio, quello Veneto, che complessivamente, da gennaio, chiude con un saldo comunque in positivo. Questa la lettura dell'ultima Bussola di Veneto Lavoro, strumento dedicato alle posizioni di lavoro dipendente del settore privato che consente di scattare una fotografia precisa dell'andamento occupazionale in regione.

Nel mese di luglio il mercato del lavoro veneto ha mostrato un deciso rallentamento, sia sul fronte dei posti di lavoro (+3.500 contro i +7.700 dello scorso anno) che delle assunzioni (-6%), ma il bilancio occupazionale del 2025 resta positivo per +77.900 posizioni lavorative dipendenti. La domanda risulta in calo nel periodo del -2%, interessando in particolare donne (-4%) lavoratori italiani (-3%) e quelli di età compresa tra i 30 e i 54 anni (-5%). Lievemente positivi, invece, gli andamenti registrati tra i lavoratori stranieri (+1%), i giovani (+1%) e gli over 55 (+3%). L'incidenza del part-time sul totale delle assunzioni rimane elevata (32,8%), ma risulta in lieve calo tra le lavoratrici.

Rallenta la crescita dei contratti a tempo indeterminato, che rimane sostenuta (+18.300 posizioni lavorative), ma inferiore a quella registrata nello stesso periodo dello scorso anno a causa soprattutto del calo delle assunzioni (-6%). Tendenza analoga per i rapporti a termine, la cui frenata è stata particolarmente intensa nel mese di luglio per la contrazione delle attivazioni nei settori dell'agricoltura, della logistica e del turismo, e per l'apprendistato.