Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.
Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.
Sul tappeto rosso di Anchorage, il passo lento di Trump e la falcata sicura di Putin si incontrano sotto il ruggito degli aerei militari
Il vento gelido dell’Alaska soffiava sulla pista della Joint Base Elmendorf-Richardson quando Donald Trump è apparso per primo, scendendo lentamente la scaletta dell’Air Force One. Il passo leggermente appesantito, quasi a misurare ogni metro a separarlo dal luogo dell’incontro, ma lo sguardo fisso e il pugno deciso sembrano riportare indietro alle immagini della campagna elettorale terminata un anno fa.
Pochi istanti dopo, dal suo aereo presidenziale, è disceso Vladimir Putin. La sua camminata, rapida e decisa, in contrasto con quella più ponderata dell’omologo statunitense. Sei anni di differenza tra i due: una manciata di anni per la gente comune, un abisso per due leader mondiali. Sul tappeto rosso, il passo sicuro dello “zar” si è fatto ancora più marcato, mentre sopra le loro teste ruggivano i motori degli aerei militari americani in volo di sorveglianza. Il sorvolo ha avuto come protagonisti alcuni jet da combattimento e quello che sembrava essere un bombardiere stealth B-2, ha sorvolato l'area. Putin, giunto a metà percorso, ha alzato brevemente lo sguardo al cielo, soffermandosi a osservare i velivoli che pattugliavano la zona.






