MUSILE DI PIAVE (VENEZIA) - «Noi adesso torniamo a casa, speriamo che Arian ci possa raggiungere lunedì o martedì». Roxana Elena Roman sta per salire in aereo, quando riesce a comunicare, con un filo di voce e le lacrime che continuano a scendere sul suo viso, quello che sta succedendo in Turchia, dove tutta la famiglia si era recata per le vacanze e dove ha perso la vita il secondogenito, Arian Costantin. Il piccolo, di neppure 10 mesi, è morto nel sonno martedì mattina nella camera dell'hotel Royal Seginus ad Antalya, nota località turistica della Turchia. Il dolore si è unito al dramma perchè la burocrazia sta bloccando il trasferimento della piccola salma in Italia, a Musile di Piave, dove la famigliola risiede, dopo essere stata diversi anni a San Donà, con tutto quello che ne consegue anche in fatto di costi che la coppia deve sostenere, circa 5mila euro tra agenzia funebre e ospedale.
«Oggi ho sentito le onoranze funebri qui in Turchia - ha spiega mamma Roxana - e mi hanno comunicato che è stato invitato il certificato: adesso speriamo arrivi presto e che venga liberato il passaporto mortuario. Il piccolo starà ancora qua per un paio di giorni, in quanto in Italia c'è la festa di Ferragosto. Nel frattempo noi rientriamo in Italia in quanto ci hanno detto che non c'è più ragione affinché noi ed il bambino più grande restiamo qua. Sono in constante contatto con una ragazza che mi fa da interprete con l'agenzia funebre turca per sapere quando arriverà il piccolo in Italia, ma non penso prima di lunedì o martedì».







