Barbie terrorizza gli islamici. Non è il titolo di uno dei trailer che ha reso celebre il comico Maccio Capatonda. Nemmeno una nuova versione dell’urlo di Bruce Lee, ma la celebre bambola che irrompe nell’estate francese spaccando in due l’opinione pubblica manco fosse Godzilla. Lo scorso 8 agosto nel comune di Noisy-le-Sec, Île-de-France alle porte di Parigi, doveva essere proiettata la pellicola del 2023 Barbie diretta da Greta Gerwig. Un successo oltralpe che ha radunato all’uscita, due anni fa, numeri da capogiro con quasi 6 milioni di spettatori. Le sedie erano posizionate, le crêpe calde e le luci naturali scomparivano, per lasciare spazio a quelle artificiali, in questo cinema all’aperto. Ecco succede che un gruppo, definito- occhio alla penna - «di teppisti», inizia a protestare contro la proiezione. Motivo? Presto detto. Il film, secondo loro, «promuove l’omosessualità ed è un attacco all’integrità della donna». Meno male che sono giunti costoro a proteggere la nostra morale, altrimenti non sapevamo come fare. Il sindaco comunista della città, Olivier Sarrabeyrouse, ha denunciato l’accaduto spiegando come questo gruppo avesse, inoltre, minacciato di distruggere le attrezzature qualora Barbie fosse andato in onda. Alla fine? Film sospeso e tutti a casa.