MILANO – L’Europa fa i conti con un’economia in frenata, mentre si intensificano le negoziazioni con gli Stati Uniti per definire quella che sarà la forma finale dei dazi imposti da Washington. I dati di Eurostat, diffusi ieri, mostrano un marginalissimo aumento del Pil della zona euro, con una crescita dello 0,1% nel secondo trimestre del 2025 rispetto al trimestre precedente. Nei primi tre mesi dell’anno la crescita del Pil era stata dello 0,5%. Il confronto con il secondo trimestre del 2024, quindi dodici mesi prima, mostra invece una crescita dell’1,4% nell’area dell’euro. Per quel che riguarda l’Italia, il Pil è sceso dello 0,1% rispetto al primo trimestre dell’anno ed è salito dello 0,4% rispetto a un anno fa.

Non sono dati che sorprendono gli analisti, mentre quello che crea qualche preoccupazione in più è l’andamento in calo della produzione industriale a giugno: nella zona euro, infatti, c’è stato un calo dell’1,3% che ha più che compensato l’incremento dell’1,1% registrato a maggio. Su questo fronte, mentre l’Italia ha visto la sua produzione industriale di giugno in progresso di uno 0,2%, il colpo più forte arriva dall’Irlanda, dove il calo dell’11% della produzione industriale deriva da un forte taglio delle esportazioni di prodotti farmaceutici verso gli Usa, dopo che nei primi mesi si era registrata una forte crescita legata proprio alla scelta di molti importatori di rimpinguare i loro stock prima dell’arrivo dei dazi.