“Un disco per l’estate” è una miniserie per trasformare il lettore in ascoltatore. Durante la calda settimana di ferragosto, dall’11 al 17 del mese, verrà consigliato l’ascolto di un disco che ha segnato le estati del nostro Paese. Ogni giorno si impegnerà a coprire un decennio di musica estiva, dagli anni Sessanta alla contemporaneità. Sperando che un disco al giorno possa togliere il caldo di torno.
Gli anni Duemila
Prima dell’avvento repentino e incontrollabile del digitale, gli anni Duemila sono stati gli ultimi capaci di avere un cuore analogico. C’erano ancora corpi in movimento, sudore misto a salsedine sulla pelle e relazioni capaci di sbocciare sotto l’ombrellone e non nei messaggi sui social. Si partiva verso il mare i primi di agosto con il Nokia in tasca — suoneria polifonica di default, acquistata con un messaggio al 48 277 — e si tornava a settembre con una cartella di foto mosse chiamata “Estate 2008” da condividere con gli amici a scuola e i colleghi a lavoro. In spiaggia c’era chi ascoltava ancora i CD masterizzati con le copertine sfocate, acquistati al simbolico prezzo di due euro in una bancarella al mercato, e chi già aristocraticamente sfoggiava un primissimo MP3 da 256 mega, con dentro canzoni scaricate poco legalmente da eMule. Il Festivalbar faceva ancora da orologio biologico: Paola & Chiara erano le madrine indiscusse della tv, a scandire l’inizio dell’estate.









