“Un disco per l’estate” è una miniserie per trasformare il lettore in ascoltatore. Durante la calda settimana di ferragosto, dall’11 al 17 del mese, verrà consigliato l’ascolto di un disco che ha segnato le estati del nostro Paese. Ogni giorno si impegnerà a coprire un decennio di musica estiva, dagli anni Sessanta alla contemporaneità. Sperando che un disco al giorno possa togliere il caldo di torno.
Gli anni Duemiladieci
Le estati dal 2010 al 2019 sono state un vero e proprio termometro sociale. Erano gli anni in cui Facebook dettava ancora le regole delle foto sotto l’ombrellone, per poi passare il testimone a Instagram: tramonti filtrati, piedi nella sabbia e gambe abbronzate su sdraio vista mare . Gli anni in cui iniziava la veloce e caotica corsa all’apparire, dove tutto poteva essere condiviso, per ostentare uno status sociale d’eccellenza e di straordinarietà che proprio in estate trovava il suo picco. Le città hanno vissuto un lento ma costante mutamento: a differenza delle annate precedenti gli italiani concentrarono le proprie vacanze in meno di un mese, quindi gli agglomerati urbani sentirono una darwiniana chiamata all’evoluzione, per poter compensare le lacune legate al caldo e a un cambiamento climatico sempre più pressante. L’aria condizionata che da lusso diventava diritto, i negozi che tenevano le porte spalancate anche a luglio inoltrato, il ritorno della moda dei cinema all’aperto nei parchi, nonostante lo streaming cominciasse a bussare alle case italiane. L’estate non era più “vuota” come negli anni ’80 o ’90: tra eventi, festival e Notti Bianche, la fuga verso il mare passava in secondo piano, diventando più una soluzione “da weekend” più che un rituale mensile.







