Gli escursionisti tendono ad addentrarsi in zone scarsamente coperte dalle reti mobili, aspetto da non trascurare soprattutto quando c’è bisogno di richiedere l’intervento di soccorritori.

Ma l’intelligenza artificiale può rivelarsi anche in questo caso uno strumento utile: e non in un futuro ancora da stabilire, ma già oggi le operazioni di soccorso coadiuvate dall’IA diventano più veloci e precise.

Tra chi fa uso delle tecnologie più avanzate c’è anche Il Corpo nazionale Soccorso alpino e Speleologico (CNSAS) che ha la sede centrale a Milano ma è presente in tutta Italia.

L’IA al servizio degli escursionisti dispersi

Lo scorso luglio, il Soccorso alpino ha ritrovato il corpo di Nicola Ivaldo, un medico ligure disperso sul Monviso e di cui non si avevano più notizie dalla metà di settembre del 2024, ossia da circa dieci mesi. La ricerca è stata effettuata usando un’IA che ha esaminato migliaia di immagini scattate da un drone fino a individuarne una in cui appariva il caschetto dell’uomo, facilitando così le operazioni di recupero.