Roma, 14 ago. (askanews) – Domani quando in Italia saranno le 21.30 circa, il presidente Usa Donald Trump e il presidente russo Vladimir Putin si incontreranno in Alaska, il più vasto stato americano, con un passato relativamente recente da territorio russo: Mosca lo ha ceduto agli Stati Uniti con una transazione commerciale nel 1867.
PROFONDI LEGAMI STORICI RUSSIA-ALASKA I legami storici sono profondi, data l’estrema vicinanza territoriale: nello Stretto di Bering – largo circa 85 chilometri – le isole Piccola Diomede (Usa) e Grande Diomede (Russia) distano meno di 5 chilometri l’una dall’altra. Dalla Russia arrivarono i cacciatori di pellicce siberiani nel XVIII secolo e il commercio delle pelli di lontra era la principale ricchezza dell’Alaska, prima che venissero scoperti giacimenti di petrolio e di minerali. Restano tracce culturali come chiese ortodosse e cognomi russi tra le popolazioni native.
Dopo l’invasione russa dell’Ucraina nel 2022, diverse città dell’Alaska hanno interrotto gemellaggi con città russe.
E’ stata anche criticata la scelta dell’Alaska come sede per il vertice Trump-Putin. Alcuni osservatori ritengono che offra a Putin un simbolismo strumentalizzabile per giustificare scambi territoriali, paragonando la vendita dell’Alaska alla richiesta russa di territori ucraini.










