Il presidente Donald Trump ha annunciato che incontrerà Vladimir Putin in Alaska il prossimo 15 agosto, in un appuntamento che segna la prima visita del leader russo sul suolo americano da oltre un decennio, nonostante sia ricercato dalla Corte Penale Internazionale (ICC).
L’Alaska, soprannominata “The Last Frontier”, è stata a lungo rivendicata dai nazionalisti russi, che considerano il suo passaggio agli Stati Uniti nel 1867 – per 7,2 milioni di dollari, cifra oggi equivalente a circa 130-150 milioni – un’ingiustizia storica da sanare. La Russia, infatti, la controllava fin dagli anni ’70 del XVIII secolo, sfruttando duramente le popolazioni native per la caccia alle pellicce.
Le lusinghe di Putin per persuadere Trump a svendere l’Ucraina: solo l’Ue può fermarlo
Su Truth Social, Trump ha annunciato: «L’atteso incontro tra me, presidente degli Stati Uniti, e il presidente Vladimir Putin si terrà venerdì 15 agosto 2025 nel grande Stato dell’Alaska».
L’iniziativa ha scatenato dure critiche: Michael McFaul, professore di scienze politiche a Stanford ed ex ambasciatore Usa a Mosca, ha osservato: «Trump ha scelto di ospitare Putin in una parte dell’ex Impero Russo. Mi chiedo se sappia che i nazionalisti russi considerano la perdita dell’Alaska, come quella dell’Ucraina, un torto da correggere».










