Circa duecento persone si sono ritrovate nella Chiesa di San Barnaba al Gratosoglio per l’ultimo saluto a Cecilia De Astis, la 71enne travolta da un’auto rubata e guidata da quattro ragazzini rom. La bara è arrivata in chiesa sormontata da una composizione di fiori bianchi e magenta e gerbere gialle.
Presenti i figli, le sorelle, gli altri familiari e tanti conoscenti della vittima. “Non è una morte casuale, poteva benissimo essere evitata – ha affermato il figlio Filippo Di Terlizzi, arrivato ai funerali portando un’orchidea – Cerchiamo di fare qualcosa come Paese, dobbiamo prevenire questi eventi traumatici. Ci vuole maggiore controllo del territorio”. A investire e uccidere sua madre, ha aggiunto, sono stati “dei bambini, non avevano neanche 14 anni. Non possiamo mettere sulle loro spalle tutte la responsabilità del gesto”.
Più duro il fratello Gaetano Di Terlizzi, che guarda non solo ai ragazzini, ma anche alle loro famiglie. “A 12 anni un minimo di coscienza la devi avere. Devi sapere cosa è giusto e sbagliato, cosa è male e cosa è bene – ha affermato l’uomo – Posso capire che sono bambini, va bene, però dietro ai bambini c’è sempre...” la famiglia. “Forse – ha aggiunto – anche la legge trova qualcosa, ma il divino sistema tutto”.










