Gaetano e Filippo si inginocchiano tra i segni lasciati con il gesso dai vigili in mezzo alla strada, in via Saponaro, estrema periferia sud di Milano. Da terra raccolgono e spolverano il quadrante dell’orologio della mamma, Cecilia De Astis, 71 anni, travolta e uccisa da un’auto «pirata» (rubata) nel quartiere Gratosoglio. Proprio lì dove nel 1986 la signora, di origini pugliesi, si era trasferita con suo marito per ricominciare una nuova vita al Nord. Quest’estate sarebbe dovuta tornare nella sua Ruvo di Puglia, la sua terra d’origine. Ma alla fine aveva declinato l’invito dei parenti, per restare a Milano, la città che da decenni era diventata casa.
Chi era Cecilia De Astis, la 71enne travolta e uccisa a Milano da un'auto pirata rubata. Le lacrime dei figli: «L'avevamo salutata a cena la sera prima»
Originaria di Ruvo di Puglia, si era trasferita a Milano 40 anni fa aveva lavorato per anni al cotonificio Cederna del Gratosoglio. La passione per i viaggi e la mensa solidale dei Francescani










