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Ultimo aggiornamento: 13:13

Non solo l’Europa meridionale, ma anche i Paesi nordici. “Nessun paese è al sicuro dai cambiamenti climatici“, dicono gli scienziati. A luglio Norvegia, Svezia e Finlandia hanno subito una prolungata ondata di calore, alimentata dalla crisi climatica. I dati sono decisamente inusuali per dei Paesi con climi storicamente freschi: 22 giorni sopra i 30°C in Finlandia e 10 “notti tropicali” consecutive in Svezia, con le temperature che non sono scese sotto i 20°C.

Come riportato dal quotidiano britannico The Guardian, gli scienziati ritengono che il riscaldamento globale abbia aumentato enormemente il numero di fenomeni meteorologici estremi. L’impatto delle attività umane sulla temperatura del globo ha infatti reso questa ondata di caldo almeno 10 volte più probabile e di 2°C più calda.

Gli effetti non si vedono solo negli incendi boschivi che stanno colpendo l’Europa meridionale, ma anche nei disagi causati dalle temperature anomale nei Paesi nordici. Ad esempio, il caldo ha avuto effetti sugli ospedali, alcuni dei quali, surriscaldati e sovraffollati, sono stati costretti persino a cancellare gli interventi chirurgici in programma. Risulta che, con l’aumento delle possibilità di nuotare all’aperto, almeno 60 persone siano annegate. Danni anche alla flora e alla fauna, con il caldo che intacca il delicato equilibrio dell’ecosistema: nei mari e nei laghi fioriscono alghe tossiche e gli animali selvatici si rifugiano anche in città in cerca di ombra. Gli automobilisti, ad esempio, sono stati avvertiti che le renne potrebbero cercare di rinfrescarsi nei tunnel stradali.