È sera, la bimba sta per addormentarsi e chiede via iPad una favola alla mamma che lavora lontano. E la mamma pesca nei ricordi familiari e comincia a raccontare la storia della bisnonna Vittoria, una mamma privilegiata ma che durante la guerra anche se viveva a palazzo Pitti, in quanto moglie del sovrintendente, si trova nel rifugio con la servitù sotto i bombardamenti di Firenze del 1943 e lì il dolore mischia le carte, si accorciano le distanze, la signora finisce ad allattare i figli della balia. Un incontro a distanza fra generazioni lontane nel tempo in un monologo teatrale dal titolo La Balia dei vinti dove l’attrice Cristiana Capotondi interpreta tante voci e che scatena impreviste identificazioni, alleanze, solidarietà fra le donne di oggi e quelle di ieri. Quasi vent’anni dopo Come tu mi vuoi, la ragazza che si trasformava per piacere agli altri vuole conquistare soprattutto sé stessa.
Cristiana Capotondi: «Ho avuto solo due storie importanti prima dell'arrivo di mia figlia, e su di lei ho un unico rimpianto. I social? Spero si spenga tutto»
Anna è nata nel 2022, quando l’attrice di «Come tu mi vuoi» (e non solo) aveva 42 anni: «Il mio rimpianto è non averla avuta prima, l’avrei circondata di fratelli e sorelle. Ma sono riuscita lo stesso a costruirle intorno una famiglia numerosa, come sarebbe piaciuto a me»







