Molti, a Torino, lo conoscevano come un semplice pensionato. Tuttavia da ieri, 13 agosto, l’immagine collettiva di questo 79enne, torinese d’adozione ma lucano d’origine, è cambiata radicalmente. Roselli è l’uomo che ha tentato di uccidere una 28enne, ha sparato ai carabinieri che lo stavano braccando e, alla fine, si è suicidato.
Dalla vita tranquilla al gesto estremo
Una storia lontana dalla vita torinese di Roselli, avvenuta a Gorgoglione, piccolo borgo della provincia di Matera, da cui proveniva l’anziano. Una vicenda assurda, fin dalle prime ricostruzioni.
Secondo quanto affermato dai carabinieri lucani, Roselli si è presentato con un coltello in mano nel bar gestito dalla giovane. I frequentatori del bar hanno raccontato che Roselli, ignaro della differenza di età, si era invaghito della 28enne. Nelle settimane precedenti aveva più volte dato fastidio a quella giovane donna, madre di una bambina di 10 anni. Evidentemente respinto, ha pensato di uccidere la giovane. L’ha accoltellata, tre fendenti: in un chiaro gesto omicidiario. La donna è crollata a terra, davanti agli occhi attoniti della figlia.
La fuga e lo scontro con i carabinieri







