Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.

Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.

Per sfoghi, consigli e persino per pessimi esempi, scrivetemi all'indirizzo: postadelcuore@ilgiornale.it

Cara Valeria, io e mio marito abbiamo una bambina di 11 anni, Flavia, che da qualche anno gioca a calcio. Si è affacciata a questo sport con profonda curiosità, poi si è appassionata ed è felice di giocare insieme alle sue amichette. Quando le fanno fare le partite contro i bambini, anche più piccoli, perdono sempre, subendo delle clamorose batoste, però nelle sfide con le altre bimbe se la cavano molto bene. Flavia gioca in difesa, con il compito preciso, affidatole dall’allenatrice, di non far passare gli avversari: deve fare da muro. Ogni tanto le viene concesso di proiettarsi in avanti, in attacco, e una volta che è riuscita a fare gol ha camminato sollevata a dieci centimetri dal suolo per settimane da tanto che era felice. Da qualche mese mio marito si è messo in testa che Flavia deve cambiare sport. Così ha iniziato a proporle di fare questo o quello, anche le attività più disparate o in luoghi lontani da raggiungere da casa nostra, ma lei non vuole saperne. Un giorno l’ho affrontato e gli ho chiesto: perché vuoi toglierla da calcio? Lui mi fa: non vorrei che diventasse lesbica. Mi si è gelato il sangue nelle vene. Non credevo di aver sposato un uomo del Medioevo. Lei cosa ne pensa?