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Nei suoi primi 100 giorni in carica, il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha dovuto affrontare moltissimi problemi che hanno contribuito a un calo significativo della sua popolarità: ha avuto guai sia dentro il suo partito, l’Unione Cristiano-Democratica (CDU, di centrodestra), sia nella sua coalizione di governo, che include anche i Socialdemocratici (SPD, di centrosinistra). Oggi Merz è più impopolare di quanto lo fosse a inizio mandato il suo predecessore Olaf Scholz (dell’SPD); un recente sondaggio ha mostrato che dopo i primi tre mesi in carica il primo abbia il sostegno del 30 per cento degli intervistati, mentre per il secondo dopo lo stesso periodo si parlava del 43 per cento. Una cosa difficile da prevedere, visto quant’era impopolare Scholz.
Il giornale Süddeutsche Zeitung ha paragonato il governo di Merz a quello della vecchia “coalizione semaforo” di Scholz, che era formata da tre partiti (SPD, Liberali, Verdi) che erano andati d’accordo per poco e poi si erano fatti la guerra a vicenda.
I problemi dentro alla coalizione si sono visti dal giorno zero, letteralmente. A maggio, nella prima votazione di fiducia al Bundestag (la camera bassa del parlamento tedesco), Merz non aveva ottenuto la maggioranza nonostante ci fosse già un accordo di governo: una cosa mai successa nella recente storia tedesca. Merz l’aveva ottenuta al secondo voto e SPD e CDU si erano accusati a vicenda della figuraccia: non si è saputo mai di chi fu la colpa, dato che era una votazione a scrutinio segreto.














