Scoppia la polemica nel mondo dell'alpinismo himalayano. Simone Moro, uno degli scalatori italiani più conosciuti al mondo (ha salito quattro Ottomila nella stagione invernale), si scaglia contro un collega, Marco Confortola, altro big delle alte quote, contestandogli di non aver raggiunto tutte le vette da lui dichiarate. La replica non tarda ad arrivare: "Il vero problema è il mal di pancia che si ha sempre: io non metto in dubbio quello che fanno gli altri, ma qua c'è l'invidia".

Marco Confortola conquista Gasherbrum I sull'Himalaya: è il suo quattordicesimo ottomila

a cura della redazione Cronaca nazionale

Le accuse

In un'intervista online su 'Lo scarpone', portale del Club alpino italiano, Moro spiega: "Quello che stiamo portando avanti non è un trattamento contro Confortola, ma a favore della verità e degli obblighi e doveri di un alpinista: se vai nelle scuole, se vuoi fare il formatore, vuol dire che sei un simbolo di onestà, del senso civico e dei valori. E nei valori c'è anche quello della verità e di saper provare la tua verità". E aggiunge: "Sono stato 121 volte in Nepal, da quasi 35 anni vado lì e posso dire che non si muove foglia nel mondo di quelle scalate senza che non lo venga a sapere e come me moltissime altre persone. Oggi è impossibile nascondere qualcosa".