«Il mio obiettivo da ragazzo era l’Accademia militare aeronautica e diventare pilota. Ma un problema cardiaco congenito mi ha lasciato a terra, allora ho deciso che avrei fatto volare gli altri». Dopo 50 anni di carriera «stellare», nei quali ha mandato in orbita di tutto e di più (il primo centro ricerca orbitante, satelliti, la metà dei moduli della Stazione spaziale internazionale, i progetti per la futura esplorazione di Marte), Walter Cugno, vice presidente Thales Alenia Exploration and Scienze, nato ad Avigliana il 7 aprile 1955, va in pensione. «Ho raggiunto i requisiti per il congedo da un bel pezzo, ma questo è un mestiere che si fa per vocazione. Smetto ora ma solo per limiti d’età». Di lui Luca Parmitano, il primo comandante italiano al comando della Iss, ha detto a Wired: «Se ne va un pezzo di storia dello Spazio italiano». L’addio tradotto dalla rampa di lancio di corso Marche, si può anche tradurre: «se ne va l’uomo delle stelle di Torino». Perché Cugno è il manager che in mezzo secolo ha incarnato la corsa spaziale della città negli anni in cui rallentava, fino quasi a fermarsi, quella dell’auto. «Ma siamo tutti figli delle stesse radici: Fiat era anche Aviazione».