Il Progetto Galileo è stato lanciato dall’astrofisico di Harvard Avi Loeb che per dieci anni è stato alla guida del dipartimento di Astronomia dell’ateneo americano. L’obiettivo del progetto, partito nel 2021, è quello di trovare fenomeni aerei non identificati (UAP, Unidentified Aerial Phenomena) impiegando tecnologie, Intelligenze artificiali (IA) e un metodo scientifico protocollabile e riproducibile. Una missione ambiziosa che porta con sé paradossi di grosso calibro, a cominciare da quello attribuito al fisico italiano Enrico Fermi secondo il quale, considerando l’alta probabilità statistica dell’esistenza di altre civiltà e la mancanza di prove della loro esistenza, si crea una contraddizione che non trova soluzione.

Il Progetto Galileo

Per cercare di trovare una risposta al paradosso di Fermi, il Progetto Galileo fa leva su algoritmi di visione artificiale e di tracciamento delle traiettorie applicati ai dati acquisiti dall’osservatorio multi-spettro.

Yolo è un algoritmo di machine learning deputato all’individuazione degli oggetti, mentre Sort si occupa di tracciare le traiettorie. I sistemi IA sono addestrati su immagini di aerei, volatili, droni, satelliti e qualsiasi oggetto noto che popola il cielo e lo spazio. Yolo riesce a individuare oggetti volanti che l’uomo già conosce, al fine di scartare ciò che è già noto. Il metodo scientifico standard vuole che si escluda ciò che non è vero per individuare ciò che è reale, sembra quindi che il paradigma che fonda le scienze venga invertito ma, come vedremo, così non è.