CORTINA D'AMPEZZO (BELLUNO) - Completamente nudo, un uomo esce dal suo furgone, nel piazzale nel centro di Cortina, e si appresta a vivere una giornata di vacanza in montagna, dopo essersi sistemato e rivestito. Poco più in là, alle inferriate dello stadio Olimpico del ghiaccio, monumento dei VII Giochi olimpici invernali 1956 e prossima sede delle partite di curling alle Olimpiadi e Paralimpiadi 2026, vengono appesi i panni ad asciugare, da parte di vacanzieri che hanno piazzato il loro furgone davanti all’ingresso. Entrambi gli episodi vengono fotografati e finiscono sui social, assieme a tanti altri esempi di turismo cafone, maleducato, irrispettoso, che penalizza la conca d’Ampezzo, come le altre valli delle Dolomiti, come tutte le località raggiunte da persone che evidentemente non sanno vivere bene nemmeno a casa loro.

«Questo è il turismo che sta dilagando, in questo momento, non soltanto a Cortina, ma in tutte le località di vacanza, in montagna e al mare, in tutte le destinazioni. E’ un fenomeno al quale dedichiamo molta attenzione, ma che è difficile arginare, se non impossibile», lamenta Roberta Alverà, vicesindaca di Cortina e assessora al turismo. «Dispiace, perché questi episodi, sempre più frequenti e diffusi, contrastano con i nostri sforzi di elevare la qualità della vacanza, anche con l’adesione al circuito Altagamma. È un fenomeno prettamente estivo, perché d’inverno ci salva un po’ il rigore del clima, ma ci fa molto riflettere. È un turismo che porta ben poco e richiede molto, è il più classico mordi e fuggi. Questo ospite non lascia nulla al paese, se non rifiuti e sporco. Non c’è alcuna remora, tutti i comportamenti sono leciti, quando basterebbe un pizzico di sensibilità. Ognuno è libero di comperare ciò che vuole, per sfamarsi, ma almeno un po’ di buon senso suggerirebbe di pranzare in modo decoroso, non di bivaccare sui gradini di monumenti e spazi pubblici, fra la gente che passeggia», incalza Alverà, che poi precisa: «Spesso non si tratta di camperisti, che hanno comunque un loro codice, rispettano le regole. Questi invece usano i van, furgoni sempre più diffusi, attrezzati a malapena per dormire, con un materasso, ma senza i servizi di un camper. C’è stata una esplosione degli Indie, o talora del fai da te. È una tipologia di turismo che non cerca una struttura, dove sistemarsi, ma va bene tutto, un piazzale, una piazzola a lato della strada. Ai nostri parcheggi temporanei, allestiti per far fronte all’emergenza determinata dai cantieri, abbiamo messo le sbarre contro i camper, ma i van sono più bassi, passano sotto. Arrivano ovunque: penso al passo Giau, uno dei luoghi più belli di tutte le Dolomiti, con la strada del valico trasformata in una sorta di campeggio selvaggio, lungo chilometri».