I selfie di Anas al-Sharif parlano chiaro: non si mettono in posa sul divano i vertici di Hamasse non ti considerano «cosa loro». Quello scatto, postato con orgoglio da lui medesimo sul profilo X, non è giornalismo, bensì adesione, militanza, condivisione di obiettivi, metodi, destini. Ma non è finita, perché oltre i selfie ci sono le fotografie. Non ti abbraccia con familiarità Yahya Sinwar capo militare di Hamas e regista dell’assalto del 7 ottobre se non sei persona «sua», di fiducia sino al contatto fisico.