Il corteo funebre per i giornalisti uccisi davanti all’Al Shifa Hospital è un fiume di uomini arrabbiati che scorre veloce tra detriti e case malandate. I colleghi, gli amici e i fratelli sorreggono le lettighe con i corpi avvolti nella bandiera palestinese, sulla quale sono adagiati i giubbotti antiproiettile, con la scritta «Press». Tutt’intorno, il cordone dei bambini che saltellano svelti per stare al passo dei grandi.
I reportage e i «sospetti». Storia di Anas, il giornalista ucciso a Gaza che diceva: mi colpiranno
Al Sharif era il corrispondente di punta di Al Jazeera a Gaza: due milioni di follower seguivano le sue cronache dal campo. L'Onu temeva per la sua vita












