«Ero in ufficio a Milano. Fuori, l’anticiclone africano (giugno 2013), ero oberato di lavoro: progetti dei clienti, scouting, gestione delle campagne, rapporti con gli influencer e il Giro d’Italia. Un orzaiolo mi tormentava da più di un mese. Stress! Alle spalle arriva una collega: “Ci sono da fare subito queste modifiche e comunicare la nuova idea immediatamente. Hai capito? È da fare ora!”. Il cervello fumava, le orecchie ricordavano soltanto il tono di voce perentorio e nessuna empatia per me… Distolgo lo sguardo dal computer, mi alzo di scatto e le rispondo: “Intanto ti calmi”». Ecco, la frase che ha reso famoso Diego Brus è frutto del burnout. Un mantra che ha l'immediatezza di uno slogan pubblicitario, ma che dietro di sé nasconde un'attitudine alla vita sempre più rara e preziosa nella frenesia delle giornate (milanesi).