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Il piano mobilita 430mila riservisti, poco chiari i dettagli. La premier: "Preoccupati, l'Italia cura altri 34 bambini"

Fin dal suo annuncio il piano dello Stato ebraico per la conquista di Gaza City è stato duramente criticato sia all'interno che all'esterno di Israele. Leader internazionali hanno affermato che prolungherà la guerra e le sofferenze dei civili palestinesi. La sinistra israeliana ha spiegato che probabilmente metterà in pericolo gli ostaggi ancora detenuti da Hamas. Mentre secondo la destra dello Stato ebraico non riuscirà a sconfiggere il movimento islamico. C'è poca chiarezza su cosa comporterà esattamente questa operazione. Netanyahu ha rilasciato vaghe dichiarazioni, l'esercito israeliano deve ancora completare il piano di battaglia. Non c'è stata alcuna conferma sulla durata dell'occupazione della città, né su quando inizierà, né su come differirà dai primi mesi della guerra nel 2023. Anche se secondo alcuni rumors l'invasione potrebbe essere imminente. Oppure ancora una volta essere un'arma per esercitare pressione sui militanti e indurli ad accettare un accordo. Alcuni funzionari israeliani hanno affermato che, annunciando una grave escalation del conflitto e ritardandone l'attuazione, Netanyahu vorrebbe semplicemente cercare di spingere su Hamas affinché faccia maggiori concessioni nei negoziati. Durante il fine settimana, infatti, Netanyahu ha ribadito che Israele non aveva "altra scelta" se non quella di procedere, perché Hamas non si era ancora arreso. Nahum Barnea, uno dei più noti editorialisti israeliani, in un'analisi su Yediot Ahronot, un quotidiano centrista ha fatto notare: "Non capisco cosa significhi prendere il controllo in ambito militare. Non sono sicuro che lo capisca nemmeno qualcuno nell'esercito". Per diversi osservatori, la guerra non ha mai avuto chiari obiettivi politici. Non c'è mai stata una visione della Gaza del dopoguerra.