Caso emblematico, finito prima in tribunale e poi in cronaca. Una signora va in un ristorante di Recanati, ed evidentemente non resta contenta. Su un sito molto noto si lascia andare: «Il locale è una bettola» e «i proprietari cafoni». Neppure il ristoratore è contento e presenta denuncia. Il commento viene rimosso dalla piattaforma online ma, potenza della rete, continua a circolare. Il giudice dà ragione al locale: la cliente è condannata per diffamazione, 7 mila euro tra multa e risarcimento. Cena piuttosto cara.
Recensioni anonime? Sì, ma con lo scontrino. Gli chef: un controsenso
Il disegno di legge allo studio dopo che l’Europa ha chiesto che si rispetti la privacy. Iginio Massari: «Chi fa un applauso o critica deve mostrare la faccia»








