Il sovrapprezzo per la rimozione dei pomodorini dalla pizza, pagato dalla nuotatrice olimpica Elena Di Liddo? "Un mero errore materiale di cassa". I gestori della pizzeria Mammamé di Bisceglie hanno voluto dire la loro dopo la pubblicazione dello scontrino sul profilo social dell'atleta, che ha dovuto pagare 1,50 euro in più per aver richiesto la rimozione dell'ingrediente, definendo l'episodio "al limite del legale".
"L’errore, di cui comunque ci scusiamo - dicono - riguarda il pre-conto. Sarebbe bastato semplicemente portarlo alla nostra attenzione e avremmo ovviamente corretto". I gestori hanno poi voluto specificare che, senza essere a conoscenza del fatto, hanno offerto amari e digestivi a tutti i commensali, "come gesto di cortesia".
"A testimonianza - precisano - qualora ce ne fosse bisogno, che l'ospitalità e l'accoglienza sono valori in cui crediamo e mettiamo quotidianamente in pratica". Il rammarico peggiore che dicono di aver provato, poi, riguarderebbe l'immagine che è stata data non solo del locale, ma anche di tutta la città di Bisceglie e della Puglia in generale.
"La nostra attività, come peraltro ci viene universalmente riconosciuto dalla clientela - concludono - si è sempre distinta per correttezza, trasparenza e rispetto verso la clientela. Rinnoviamo il nostro invito a tutti a vivere e raccontare Bisceglie e la Puglia per ciò che realmente sono: terre di ospitalità, eccellenza e passione".













