I patti si rispettano, se doveva esserci a bordo campo la Var (l’utilizzo di tecnologia e filmati in dotazione all’arbitro per rivedere e giudicare meglio le azioni di gioco dubbie) era lecito averla, e gli accordi bilaterali si rispettano ancor di più e a maggior ragione essendoci ragioni di realpolitik, denaro, tanto denaro (ma quanto per davvero non si sa), lotta agli scafisti, flussi irregolari dei migranti e società petrolifere, alla base della fase finale del campionato di calcio libico divenuta ormai un’autentica soap opera in terra nostrana: le partite, proprio in relazione a un patto col Governo italiano, si stanno disputando all’Arena civica e negli stadi di Sesto San Giovanni, hinterland di Milano, e Meda, in provincia di Monza e Brianza.