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11 AGOSTO 2025
Ultimo aggiornamento: 9:41
Niente ingresso nella Nato, ritiro delle truppe dal Donbass, demilitarizzazione e una nuova Costituzione in senso federale. Dimitrij Suslov, vicedirettore del Centro studi europei e internazionali a Mosca e tra i consiglieri di politica estera più ascoltati da Vladimir Putin, ha anticipato i contenuti che la Russia porterà al vertice in Alaska. Se alcune delle condizioni sono note da tempo, Suslov – intervistato dal Corriere della Sera – ha posto l’accento sugli scenari che potrebbero aprirsi immediatamente dopo il bilaterale con Donald Trump.
La prima sottolineatura è che “Putin ha meno pretese rispetto a un anno fa, quando chiedeva il ritiro dell’esercito ucraino dalle quattro province annesse. Ora chiede solo il Donbass, mentre la Russia è disposta a ritirarsi da Sumy, Dnipropretovsk e Kharkiv”. In secondo luogo “il presidente è pronto a parlare di un cessate il fuoco“. L’aspetto maggiormente interessante, secondo Suslov, è che Trump accetterà le condizioni “perché la Russia gli sta fornendo una via d’uscita” dalla “pericolosa situazione in cui si è messo, chiedendo a Cina, India e Brasile di non importare più il petrolio di Mosca”. Pechino “ha già detto di no, e se lo facessero anche Brasilia e New Dheli per lui sarebbe un grande problema”. A questo punto “se il vertice in Alaska fosse un successo, con l’approvazione di un piano comune per la tregua in Ucraina, la miccia che ha incautamente acceso coi tre Paesi verrebbe disinnescata e il presidente americano potrebbe addirittura rivendicare un merito storico”.











