Filippo Caselli, mio padre, era l’autista personale del titolare di una fabbrica di medie dimensioni dell’indotto FIAT e doveva essere costantemente a disposizione del “padrone” a ogni ora di qualunque giorno. Per questo la mia famiglia abitava in un alloggio ricavato all’interno della fabbrica.
Così in un certo senso sono cresciuto in mezzo agli operai. Osservavo la loro fatica quotidiana, ascoltavo i loro discorsi sulla vita difficile gli orari, le retribuzioni, le macchine, i problemi dei figli, le difficoltà economiche per tirare avanti la famiglia, la politica. Nascono anche di lì lo sforzo di rendere giustizia con equità, con l’attenzione e la sensibilità che cercherò poi di avere sempre verso chi deve crescere in diritti ed eguaglianza.






