Non si può essere cultori di tutti i mondi, dunque se la mappa non è usuale si può annaspare nel buio. Lecito, soprattutto se ha mischiare meridiani e paralleli è una questione generazionale. Lorenzo Grossi, classe 1989, lo ha sperimentato di persona. “Chi è Ambrogio Fogar?”, a chiesto ai suoi coetanei. “L’ho già sentito”, la risposta più benevola. Gli altri, il silenzio. Contro l’oblio Ecco, l’oblio è inevitabile. Ma certo, Fogar non è un personaggio delle guerre puniche, è piuttosto contemporaneo ancora. E invece, il nostro mondo va veloce, la memoria non è il nostro forte soprattutto in Italia, tutto passa. Salvo, se ci si mette di traverso, per impedire la dissolvenza. Grossi, che invece di Fogar sapeva, e che aveva mancato di intervistarlo con i compagni di scuola, s’è dunque messo di traverso all’oblio. Come tutti noi, che crediamo che Ambrogio debba essere ricordato. Da qui, ne è nato un libro, “Ambrogio Fogar. Le mille straordinarie vite dell’ultimo grande sognatore”, pubblicato da Infinito Edizioni. Una biografia, ammirata. L’autore ripercorre appunto la vita di Fogar, senza nascondere nulla. Lo fa attraverso le parole di Francesca Fogar, la primogenita di Ambrogio; attraverso i libri - TEA ha iniziato a ripubblicare quelli di Fogar, a cominciare da “400 giorni intorno al mondo”-; attraverso gli articoli dei giornali e i video delle presenze tv. Non aspettatevi, nel libro, rivelazioni inedite. Non era questo l’intento, quanto il buon racconto di quanto andrebbe raccontato appunto a chi, per l’età, non sa nulla o poco di Ambrogio. Leggendo queste righe, polemiche comprese, ci si ritrova nella grandezza e anche talvolta umana debolezza di quell’uomo che non si sentiva assicuratore e pensava d’essere immortale. Vanitoso e profondo, scaltro e ingenuo: Ambrogio era, essenzialmente, un uomo. Con ciò che tutto questo comporta. Ma che imprese! Che visioni! Che spirito! Ritrovando tutto ciò, scritto da Grossi, si capisce chi era. Giusto, un sognatore. Coraggioso. Un pioniere, anche. Contestato, anche in maniera truce e ingiusta, che ancora fa rivoltare, come spesso tocca ai primi e ai non conformi. Vale la pena di ricordarlo e bene ha fatto l’autore. Perché Ambrogio non merita di essere dimenticato, perché merita di essere conosciuto. Se poi sono voci giovani a tenerlo in vita, allora la sua non è stata vana.
Ambogio Fogar, l’ultimo sognatore raccontato a chi non lo conosce
Lorenzo Grossi, classe 1989, scrive per Infinito Edizioni una biografia ammirata del marinaio-esploratore. “Mi sono accorto che molti miei coetanei non sapevan…






