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Ultimo aggiornamento: 11:48

Questa volta nessuna opposizione da parte di una qualche associazione ambientalista. Il ricorso al Tar è proposto da un condominio, in rappresentanza di una ventina di famiglie, il Residence Gurhof realizzato dall’azienda Dalle Nogare Costruzioni, all’estremità nord-orientale di Bolzano. Al di là del torrente Talvera, ma, soprattutto, a brevissima distanza dalla stazione a valle della funivia Bolzano-San Genesio. Cioè l’impianto che, attraverso l’altipiano di Monzoccolo, ha assicurato il collegamento di circa 2,5 chilometri, con un dislivello di 760 metri, tra il capoluogo di provincia e il comune montano di San Genesio Atesino dal 1937 al novembre 2020. Cinque anni fa è stato chiuso in attesa della progettazione del nuovo impianto che ha recentemente concluso il suo iter autorizzativo. Prima con una delibera del Comune di Bolzano datata 19 marzo e poi, un mese dopo, con l’approvazione da parte della Giunta provinciale.

“L’iniziativa è di importanza rilevante anche per l’incremento dell’attrattività nei confronti di pendolari e turisti“, sottolinea l’assessore alla Mobilità Daniel Alfreider. “E, sia presso la stazione a valle che di quella a monte, creeremo piccoli centri di mobilità per collegare la funivia con i servizi bus e la mobilità ciclistica”. La pensa diversamente il condominio che chiede al Tribunale Amministrativo Regionale l’annullamento delle autorizzazioni delle quali sono state evidenziate alcune criticità anche in occasione delle rispettive approvazioni. In particolare il Consiglio comunale ha ribadito che la nuova costruzione non rispetta le distanze minime di legge, trovandosi a meno di 10 metri dagli edifici esistenti, e necessita quindi di una modifica del Piano urbanistico comunale di Bolzano alla quale ha provveduto la Giunta provinciale con la delibera del 22 aprile. Impropriamente secondo il Gurhof.