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Il suo tocco discreto affiora nei momenti chiave della politica estera di Washington e, a volte, è capace di influenzare le decisioni e le prese di posizione del marito

Nei palazzi di Whitehall, gli strateghi politici britannici sono giunti a una convinzione precisa: la voce più ascoltata da Donald Trump non appartiene a un capo di Stato o a un consigliere di lungo corso, ma a sua moglie, Melania. Una presenza discreta, spesso lontana dalla scena pubblica, che nei primi mesi della presidenza preferì risiedere a New York con il figlio Barron, piuttosto che stabilirsi alla Casa Bianca.

Melania Trump, 55 anni, seconda first lady cattolica dopo Jacqueline Kennedy e unica nella storia americana a essere cresciuta sotto un regime comunista — quello jugoslavo, indipendente da Mosca — ha sempre coltivato un’immagine riservata. Eppure, secondo fonti governative britanniche citate dal Guardian, sarebbe la persona che conta davvero nell’entourage presidenziale. Lo stesso Trump ha contribuito ad alimentare questa percezione, raccontando episodi in cui la consorte lo ha indotto a rivedere alcune posizioni politiche. In uno di questi, riferito al segretario generale della NATO Mark Rutte, ha ricordato: "Racconto a casa delle ottime conversazioni con Putin e Melania mi risponde: ‘Davvero? Hanno appena bombardato una casa di riposo in Ucraina…".