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Aumentano i malumori per la gestione del dossier ucraino da parte di Steve Witkoff, l'inviato speciale del presidente Usa

E se la colpa della mancanza di progressi nei negoziati per la fine del conflitto tra Kiev e Mosca fosse (anche) di Steve Witkoff, l'inviato speciale di Donald Trump che dal suo ritorno alla Casa Bianca segue il dossier ucraino? L'accusa, sin qui più o meno solo sussurrata, è approdata con grande visibilità sul sito di Politico che ha raccolto la testimonianza di diverse fonti, tra funzionari Usa e stranieri e altri informati sui fatti, che ritengono che la guerra sia molto più complessa di quanto il consigliere del commander in chief sembri comprendere.

Witkoff, sottolinea Politico, ha incontrato Vladimir Putin cinque volte in sei mesi ma non ha ancora tradotto i suoi contatti con lo zar in una svolta sull'Ucraina. Una persona consultata dal sito di informazione americano, riferendosi all'inviato di Trump, dichiara che "la sua inesperienza traspare, ha l'orecchio del presidente, il che è evidente, ma c'è stata una certa confusione su quanto detto e concordato". E se in generale gli ostacoli nelle trattative vengono ricondotti alla riluttanza del presidente russo a fare concessioni c'è però chi sostiene che il ruolo di Witkoff nei negoziati con Mosca "ha reso i colloqui più difficili".