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Ultimo aggiornamento: 7:55

di Dante Nicola Faraoni

L’accordo sui dazi tra Usa e Ue è una resa incondizionata. La mia umile opinione è che i governi Meloni e von der Leyen non abbiano capito oppure nascondano che cosa c’è dietro al Piano Trump. Il debito pubblico Usa a gennaio 2025 è arrivato a 36 trilioni di $, il 130% del Pil; più avanti, per il paese guida del mondo, c’è il default. I dazi servono per coprire quella voragine. Se poi trovi qualche fesso che abbocca: 5% già c’era, metti altri 15% e cominciano ad essere soldini che metti in cassa!

Fino a qualche anno fa gli Usa potevano garantire al mondo fiducia con la forza del dollaro e la potenza di Wall Street, ma ora che conviene svalutare il dollaro e la finanza comincia a scricchiolare sotto le pressioni di cinesi, russi e dei Brics, rimangono solo la fiducia e le chiacchiere di Trump. Il tycoon aveva messo Elon Musk alla guida della macchina pubblica per ridurre la spesa (Doge) ma è stato costretto a licenziarlo perché la macchina era già ridotta all’osso e tagliare ancora significava anticipare il default. Quello che non si capisce è perché la presidente Meloni pensi di risolvere tutto pagando con i nostri soldi il debito Usa, promettendo alle aziende colpite dai dazi 25 miliardi di aiuti.