Dall’innovazione tecnologia che ha portato efficienza ad una regolamentazione che ha messo paletti ai prezzi, alla maggiore digitalizzazione di consumatori ed esercenti. Questi i fattori chiave che nell’arco degli ultimi 13 anni hanno favorito la riduzione del costo dei pagamenti in Italia. Nel 2022, i costi complessivi per produzione e accettazione per gli intermediari di contanti, assegni, bonifici, addebiti diretti e carte di pagamento ammontavano a circa 12 miliardi di euro, pari allo 0,61% del Pil, con un risparmio di 0,1 % di Pil rispetto a quelli del 2016 (0,73%) e del 2009 (0,75%).

Lo studio di Bankitalia

E’ quanto emerge dall’ultimo studio di Banca d’Italia “Il costo sociale degli strumenti di pagamento” in cui si analizzano le dinamiche che hanno portato a questo cambio di rotta con effetti positivi anche sui consumatori che beneficiano della riduzione dei costi privati di accettazione presso imprese ed esercenti commerciali, dove gli addebiti diretti e con carte registrano un’importante contrazione rispetto al passato e nel confronto con i costi del contante. La fotografia si ferma al 2022 considerando che nel 2024 c’è stato il sorpasso delle carte con una penetrazione del 43% sul 41% del contante. Ma lo studio mette in luce le dinamiche di uno dei settori più vitali per il sistema.